NEWS NUOVE COSTRUZIONI BIOCASA : NUOVA CHIESA A PESCARA DEL TRONTO

COMPETENZE TECNICHE 

 

Biocasa , è un' azienda specializzata nella costruzione di case di legno, bungalow di legno e prefabbricati di legno. La nostra esperienza decennale ci  ha consentito di sviluppare tecnologicamente le nostre strutture raggiungendo traguardi significativi nel risparmio energetico, garantendo contestualmente standard abitativi ad elevato contenuto tecnologico. La proposta commerciale si articola sulla  tecnica costruttiva comunemente chiamata Xlam o Crosslam.

Tale modalità costruttiva ha la peculiarità di soddisfare le diverse esigenze delle clientela funzionalmente ad aspetti di tecnica evoluta , sismica, ed energetica che costituiscono i pilastri portanti di una costruzione di qualità. 

L' offerta prevede anche la progettazione e realizzazione di tetti ventilati ad alta efficienza energetica,con tecniche personalizzate secondo le esigenze del cantiere sia esso per nuova costruzione o ristrutturazione. 

IL TETTO VENTILATO

Tetto ventilato: caratteristiche tecniche e stratigrafia

Dal punto di vista tecnologico la copertura ventilata deve prevedere, dall’interno verso l’esterno:
- struttura;
- strato di tenuta al vapore; 
- elemento termoisolante;
- strato di ventilazione (si ottiene mediante realizzazione di una intercapedine a spessore costante fra gli elementi di copertura e lo strato sottostante);
- manto di copertura, con previste aperture di areazione in corrispondenza del colmo e della gronda.

Secondo la UNI 9460 la sezione di flusso per intercapedini efficaci nella riduzione del flusso termico in clima estivo, nel caso di pendenze usuali in Italia (30-35%) e lunghezza di falda usuali (fino a 7 m), è di almeno 550 cmq netti per ogni metro di larghezza della falda.
 
Nel caso in cui non sia prioritaria l’esigenza di una efficacie ventilazione estiva, e in presenza di lunghi periodi con ambiente umido, possono essere adottate coperture che assicurano lo smaltimento di eventuale vapore d’acqua accumulatosi nella copertura sia in inverno che nelle stagioni intermedie, con uno spessore dell’intercapedine tale da assicurare una sezione libera di almeno 200 cmq per metro di larghezza di falda.
 
Deve essere assicurata sulla copertura una adeguata sezione di ingresso dell’aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo; il corretto dimensionamento dello strato di ventilazione risulta essenziale per il buon funzionamento del sistema.

  Tetto freddo: come funziona

Nel tetto freddo quindi lo strato di ventilazione migliora notevolmente l’isolamento termico della copertura; grazie alla ventilazione il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo in questo modo fenomeni di condensa.
 
L’intercapedine naturale, che separa nettamente il manto di copertura dallo strato coibente sottostante, agevola infatti l'attivazione di "moti convettivi ascensionali", che sottraggono gran parte del calore che altrimenti si trasmetterebbe agli strati sottostanti, e permette all’umidità di fuoriuscire senza compromettere il potere termoisolante degli strati sottostanti e dell’intercapedine stessa.

Per far sì che si attivi tale meccanismo, l'aria esterna deve entrare nell’intercapedine a livello di gronda e deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato. In questo modo in inverno la ventilazione lascia il materiale isolante asciutto, evitando condense, in estate l'aria fresca, che penetra dalla linea di gronda, si riscalda nell'intercapedine e diventa più leggera e fuoriesce dal colmo, sottraendo calore alla struttura. In corrispondenza del colmo deve essere assicurata anche la tenuta all’acqua e alla neve trascinata dal vento.

La coibentazione estiva del tetto infatti ha assunto una certa rilevanza, anche a seguito dell’aumento delle temperature; uno strato di ventilazione quindi aggiunge valore ai materiali isolanti  che generalmente hanno una buona performance nel trattenere il calore all’interno dell’edificio ma possono avere problemi nel proteggere dal caldo o resistere alle alte temperature che si possono raggiungere nel sottotegola.
 
Inoltre il tetto ventilato assicura una maggior durata degli elementi del manto di copertura, che possono asciugarsi rapidamente, sia all’intradosso che all’estradosso, dall’assorbimento per imbibizione dell’acqua piovana, diminuendo quindi i rischi di rotture in caso di gelo.
 
Le coperture ventilate, conformi alle norme UNI 9460/2008 e UNI 8627/6.2 possono produrre un abbassamento della temperatura dopo le ore di insolazione estiva e  migliorare il comfort termico del sottotetto, soprattutto nei casi in cui si scelga di ristrutturarlo per trasformarlo in mansarda.
 
Se l’intercapedine d’aria non rispetta i parametri delle norme UNI probabilmente si tratta di tetti micro ventilati, caratterizzati da una camera d’aria più contenuta e una più veloce e facile posa. La microventilazione sottotegola serve infatti per evitare persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.
 

Tetto ventilato: applicazioni

Generalmente i tetti freddi vengono realizzati per rendere abitabili i locali sottotetto.
 
Il tetto ventilato può essere applicato sia in edifici di nuova costruzione, in fase di realizzazione, sia durante la ristrutturazione di un edificio attraverso l’applicazione di pannelli al di sotto del tetto a falda che permettano la formazione di una intercapedine di aria dello stesso spessore lungo tutta la falda, onde evitare fenomeni di accumulo di  aria a temperature diverse o la creazione di strozzature che frenino la libera circolazione dell'aria.
 
 

DOCUMENTAZIONE TECNICA 

LINEA VITA PER IL TETTO CERTIFICATO

 

ANCORAGGI DI TIPO A

 

Dispositivi di Tipo A
La definizione della norma: “dispositivo di ancoraggio puntuale con uno o più punti di ancoraggio non scorrevoli“.
L’utilizzatore collega il proprio DPI (imbracatura) mediante un mezzo di collegamento all’ancoraggio puntuale: in caso di caduta l’utilizzatore genera un carico che deve essere sopportato dal dispositivo di tipo A che deve essere fissato ad elementi strutturali.

Dispositivi di tipo A - UNI 11578:2015 di AcciaioQuattro Srl

La certificazione dei dispositivi
I dispositivi certificati per il tipo A che hanno superato le prove di tipo previste dalla norma UNI 11578.2015 e sono ad essa conformi. La certificazione indica anche il numero di utilizzatori contemporaneamente ammessi nonché il campo di applicazione del dispositivo.

Le casistiche installative
Nella gamma prodotti sono presenti numerose tipologie di componenti che si adattano alle varie tipologie costruttive e geometriche presenti nel nostro patrimonio edilizio. L’ampiezza della gamma propone soluzioni che si adattano ai vari stati di avanzamento dei lavori permettendo di intervenire con opere limitate anche sul patrimonio edilizio preesistente.

 

 

ANCORAGGI DI TIPO C

 

Dispositivi di Tipo C
La definizione della norma: “dispositivo di ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale di non più di 15°“.
L’utilizzatore collega il proprio DPI (imbracatura) mediante un mezzo di collegamento alla linea di ancoraggio: in caso di caduta l’utilizzatore, genera un carico sulla linea di ancoraggio che viene trasferito sui dispositivi di estremità con un fattore di amplificazione. I dispositivi terminali di tipo C correttamente fissati agli elementi strutturali devono sopportare il tiro generato sulla linea di ancoraggio.

Sistemi di ancoraggio di Tipo C - UNI 11578:2015 - AcciaioQuattro Srl

La certificazione dei dispositivi: 
I sistemi di ancoraggio certificati per il tipo C che hanno superato le prove di tipo previste dalla norma UNI 11578.2015 e sono ad essa conformi. La certificazione indica anche il numero di utilizzatori contemporaneamente ammessi mentre le schede tecniche forniscono tutti gli elementi utili a definire il campo di applicazione del dispositivo.

Le casistiche installative
Nella gamma prodotti sono presenti numerose tipologie di componenti che si adattano alle varie tipologie costruttive e geometriche presenti nel nostro patrimonio edilizio. L’ampiezza della gamma propone soluzioni che si adattano ai vari stati di avanzamento dei lavori permettendo di intervenire con opere limitate anche sul patrimonio edilizio preesistente.

 

LATTONERIE IN RAME ALLUMINIO E LAMIERA

Quando parliamo di lattoneria facciamo riferimento a tutte le lavorazioni che possono essere realizzate in rame o materiali alternativi, così da creare canali di gronda, scossaline, converse e tutti i tipi di rivestimenti e protezioni per camini, lucernari e parti sensibili della copertura. 

 

Lattoneria: in cosa consiste?

I nostri interventi, realizzati su scala nazionale e comprensivi di assistenza post vendita, includono la realizzazione di grondaie, rivestimenti, giunti e impermeabilizzazioni; i materiali a vostra disposizione oltre al rame sono l’acciaio inox, la lamiera zincata pre-verniciata, l’alluminio anodizzato pre-verniciato, il rezeinc e lo zinco titanio.

 

Le varie parti vengono assicurate l’una all’altra tramite tasselli, rivetti e stagnature.

 

 

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